Vocabolario Dantesco Latino
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NOTA:
Il sost., che deriva da esse, equivale al greco οὐσία (cfr. Quint. Inst. III vi 23) ed è att. a partire dalla latinità class. con il signif. di «natura, ratio» (vd. Forcellini s.v. essentia), 'essenza' (vd. Gaffiot s.v. essentia e Blaise Patr. s.v. essentia).
Nel lat. mediev. essentia possiede il signif. primario (tipico del lessico filosofico e scolastico) di «substantia, subsistentia» (vd. Du Cange s.v. essentia 1), di «existentia, qua res actu existit, ratio existendi» (vd. Du Cange s.v. essentia 5) e di «status, conditio, possessio, usus, ius utendi» (vd. Du Cange s.v. essentia 2-4).
D. ricorre al vocabolo - insieme all'agg. derivato essentialis - nel solo senso filosofico di essentia, substantia. A proposito di Ep. XIII 59 (vd. Azzetta Ep. XIII, p. 315) è necessario sottolineare che «essentia intellectiva, est tota et unius que causat» è la lezione (accolta dagli editori precedenti) tramandata da tutti i codd. a eccezione di Ma1, Ma2, Ma3 e Bar che presentano l'errore di accordo essentia intellective. Sulla base di tale corruttela Cecchini, L’editio princeps, p. 374 ipotizza l'esistenza di un'ampia lacuna d'archetipo causata da un salto dell'occhio imperfetto; il passo, in originale, si sarebbe presentato in questa forma: «si essentia <intellectiva est causata, virtus essentie> intellective est tota et unius quod causat». L'intervento è «oneroso» e «prende le distanze dal testo già accolto» da Pistelli Ep. e dai precedenti studiosi, ma restituisce il senso al passo dantesco.