Vocabolario Dantesco Latino
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NOTA:
Il v. è att. nel lat. class. con il signif. proprio di 'snudare, scoprire' (vd. Forcellini s.v. revelo I); in età più tarda a questo signif. se ne accosta uno traslato, per cui il v. vale anche 'rivelare' (vd. Forcellini s.v. revelo II). Il duplice impiego del v. è att. anche nel lat. mediev. (vd. es. DMLBS s.v. revelare).
D. ricorre alla parola esclusivamente nel senso traslato di 'rivelare', specialmente in contesti che coinvolgono l'ambito divino: in Ep. VI 25 e Mon. III xvi 9 a compiere la rivelazione è lo Spiritus, mentre in Mon. II vii 8 e II vii 9 si rivela un giudizio divino. Notevole è l'impiego in Mon. III xvi 10 del v. al participio passato con funzione sostantivata a indicare 'le cose rivelate' (ma vd. anche revelatio).