Vocabolario Dantesco Latino
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NOTA:
Il v., che deriva dall'aggiunta di in a vestigare, è att. a partire dall'età class. con il signif. proprio di «per vestigia quaerere, vestigiis insequi et deprehendere; pertinetque ad rem venatoriam» (vd. Forcellini s.v. investigo I). In senso fig. vale, invece, «inquirere, perquirere, indagare» e «reperire, deprehendere» (vd. Forcellini s.v. investigo II). Gli stessi signif. sono conservati dal lat. mediev. (vd. es. DMLBS s.v. investigare).
D. utilizza il v. nel solo senso fig. di 'ricercare, indagare', a indicare l'atto di compiere una ricerca il cui fine è essenzialmente speculativo (si consideri in particolare la presenza del v. nella Questio, sempre att. al gerundivo e accompagnato dall'oggetto della ricerca, che risulta ora la veritas, ora la causa efficiens).
Sebbene in Mon. III iii 16 investigare sia utilizzato con il signif. individuato, potrebbe comunque mantenere una sfumatura semantica riconducibile al senso proprio - e dunque venatorio - del v. stesso, in quanto nel brano in questione compare anche il v. venor: «Itaque solas traditiones habentes ab hoc (...) gignasio excludendi sunt: oportet enim, hanc veritatem venantes, ex hiis ex quibus Ecclesie manat auctoritas investigando procedere».