conticentia, -e (s.f.)

1. silenzio (Frugoni Ep.). 
Ep. III 3 Hoc etenim, cum cognitum, quam acceptum quamque gratum extiterit, absque importuna diminutione verba non caperent: ideo, causa conticentie huius inspecta, ipse quod non exprimitur metiaris.
Ep. 1
conticentie, Ep. III 3
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Hapax dantesco assoluto. Deverbale da conticeo, ampiamente att. con il signif. di ‘tacere, passare sotto silenzio’ (cfr. ThLL s.v. conticeo ), da cui il valore di ‘reticenza, silenzio’ del sost., come interpretano concordemente gli editori (oltre a Frugoni, optano per silenzio Fraticelli Ep., Lokaj Ep.; traducono con reticenza Monti Ep., Jacomuzzi Ep., Pastore Stocchi Ep., Baglio Ep.; mentre Villa Ep. preferisce riserbo). Neoformazione sul modello di obticentia e reticentia, da obticeo e reticeo.

Per altre neoformazioni nominali nelle Epistole, cfr. anche scatescentia e sinistratio in VDL.

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Voce corrispondente nelle opere volgari di Dante:
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Latino classico e tardoantico:

 

Latino medievale:
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Lessicografi medievali:
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Commentatori danteschi:
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Autore: Elena Vagnoni.
Data redazione: 22.05.2021.
Data ultima revisione: 15.08.2022.