1. conferire necessità.
Mon. I xii 8 Nam illud quod est alterius gratia necessitatur ab illo cuius gratia est, sicut via necessitatur a termino.
Mon. I xii 12 Hinc etiam iam innotescere potest quod Monarcha necessitatur a fine sibi prefixo in legibus ponendis.
Mon. 3
necessitatur, Mon. I xii 8 [2 v.]; I xii 12
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Il v., non att. nel lat. class. e tardoant., trova origine - come derivato denominale da
necessitas - nel lat. del XIII sec.
Necessitare, impiegato largamente in contesti filosofici e teologici, possiede il signif. di 'rendere necessario' (vd. DMLBS s.v.
necessitare 2), e di 'costringere' (vd. DMLBS s.v.
necessitare 3); il v., inoltre, è impiegato anche come equivalente di
necesse est (vd.
Arnaldi-Smiraglia s.v.
necessito). L'unica att. precedente il XIII sec. pare essere
Rabano Mauro,
In Sap., II 6: «Spiritus enim omnia scrutatur, etiam profunda Dei; ipse corda sanctorum illuminat, et de invisibilibus ac coelestibus instruit, ita ut intellectum divinae maiestatis pro modulo suo percipiant, et eius bonitatem semper amare
necessitantur» (
CC).
D. ricorre al v. tre volte in
Mon., in contesti marcatamente filosofici, e sempre in forma passiva con il valore di 'ricevere necessità' a partire dall'attivo 'conferire necessità' (la
Def. proposta punta a evidenziare il valore tecnico del v.). D., inoltre, ricorre anche ai termini collegati
necesse,
necessitas,
necessario e
necessarius.
Diverse sono le soluzioni adottate dai traduttori di
Mon. nella resa del v.: per quanto riguarda
Mon. I
xii 8 ricordiamo, a titolo d'es., 'dipende', 'è necessitato' (
Quaglioni Mon.), 'riceve necessità' (
Chiesa-Tabarroni
Mon.), 'è determinato' (
Sanguineti Mon.), 'è condizionato' (
Ronconi Mon.). Si sofferma sulla resa di
necessitare in
Mon. I
xii 12, invece,
Quaglioni Mon., pp. 1017-1018, n.
ad loc. osservando che 'la monarchia è postulata' di
Vinay Mon. (derivata da un probabile errore di
Rostagno Mon., che legge
Monarchia in luogo di
Monarcha), «è lontano dalla lettera e dal senso del testo, che si richiamano fortemente al termine e al concetto di
necessitas»; non adeguata è considerata anche la traduzione di
Ronconi Mon. ('il Monarca è condizionato') in quanto non renderebbe la «valenza duplice [del verbo], (...) di natura "costituzionale", che ha origine dal riferimento alla "causa finale" come fondamento e come limite». Migliore, perché sottolineerebbe «bene il senso del limite» è
Kay Mon: «the monarch is necessarily bound to pursue the goal already set for him». A questo proposito, richiamiamo anche la traduzione del passo proposta da
Chiesa-Tabarroni Mon., che mette in luce il carattere di
necessitas del compito del monarca: «il monarca (...) deve obbedire necessariamente al fine che gli è proprio»; aderente al testo lat., poi, è la traduzione di
Quaglioni Mon.: «il Monarca è necessitato dal fine che si propone».
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Voce corrispondente nelle opere volgari di Dante:
necessitare, vd.
VD.
Latino classico e tardoantico:
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Latino medievale:
si segnalano alcune occorrenze a titolo d'es. del v. passivo (come att. in D.) con il signif. di 'ricevere necessità':
Enrico di Gand,
Quodlibet XIII, q. 11 Dicere secundum primam causam est idem cum eo quod dicunt ponentes quod voluntas
necessitatur ab intellectu quoad actus determinationem, ut si velit aliquid, necesse est quod velit quod ei ostensum est et indicatum a ratione (
LLT);
Raimondo Lullo,
Lib. Disp., 1, 1, 1 Et quia Filius est
necessitatus a Patre, eo quia est genitus ab eo, iam non est per se
necessitatus, sed per Patrem (
LLT);
Matteo d’Acquasparta,
Quaest. disp. prov., q. 5 Ista determinatio est per appetibile apprehensum; sed determinatio est quaedam necessitatio: ergo voluntas ad eligendum et appetendum
necessitatur ab appetibili apprehenso (
LLT);
Corrado di Megenberg,
Yconomica, II
i 19 Ex hac infero unam aliam, que est, quod nulla voluntas ante infusionem gracie et confirmacionem in gracia
necessitatur a bono sibi adequato et maximo sibi (
MGH).
Lessicografi medievali:
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Commentatori danteschi:
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Autore: Federica Favero.
Data redazione: 25.01.2022.