reaspero, -avi, -atum, -are (v.)

1. rinnovare l’asprezza (Frugoni Ep.).
Ep. VII 19 Precaveant sacratissimi regis alta consilia, ne celeste iudicium Samuelis illa verba reasperet: «Nonne cum parvulus esses in oculis tuis, caput in tribubus Israel factus es, unxitque te Dominus in regem super Israel, et misit te Deus in via et ait: Vade et interfice peccatores Amalech?». Nam et tu in regem sacratus es ut Amalech percutias et Agag non pareas, atque ulciscaris Illum qui misit te de gente brutali et de festina sua sollempnitate; que quidem et Amalech et Agag sonare dicuntur.
Ep. 1

reasperet, Ep. VII 19

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Hapax dantesco assoluto. Neoformazione per composizione prefissale (re- + aspero).

Reasperet in unione con verba crea una corretta clausola di cursus tardus («vérba reásperet») non realizzabile con il v. semplice asperet. Il prefisso re- indica il ripetersi dell’azione: D. teme che il giudizio divino possa ripetere contro l’imperatore, che si attarda a nord, le aspre parole che rivolse a Saul per bocca di Samuele per aver esitato ad attuare l’ordine di Dio di sterminare gli Amaleciti e il loro re Agag (1 Sam. 15). Nei due volgarizzamenti di Ep. VII il passo «ne celeste iudicium Samuelis illa verba reasperet» è reso con «che il celestiale giudicio per quelle parole di Samuel non rinasprisca» (volg. A) e «che ‘l celestiale giudicio per quelle parole di Samuello non si rinasprisca» (volg. B).

Sebbene alcuni editori preferiscano la lezione reasperent (Pistelli, Piccola antologia, p. 215, «non è già che il giudizio celeste reasperet le parole di Samuele, ma son le parole di Samuele che provocano delle stelle “giusto giudicio” sul re disobbediente. Perciò è molto probabile che si debba leggere col Giuliani reasperent; e la stessa collocazione delle parole conforta questa lezione»), la tradizione manoscritta tramanda uniformemente reasperet, che restituisce una frase di senso compiuto (cfr. Mazzoni, Riflessioni, pp. 440-441). Anche i volgarizzamenti dell’Ep. presuppongono un v. al singolare, segno che i testimoni latini da cui eseguirono la traduzione tramandavano reasperet. Recentemente è stato dimostrato che i due volgarizzamenti di Ep. VII sono stati condotti «a partire da ottimi esemplari della tradizione che travalicano l’archetipo latino», Montefusco, Le lettere di Dante, p. 15.

Per i composti verbali con prefisso re- nel lat. mediev. cfr. Stotz VI § 123; per altre neoformazioni verbali nelle Epistole, vd. abstenuo, coadducodegratto, pernoctito in VDL. 

reasperet] reasperet V, P, M (Witte Ep., Torri Ep., Fraticelli Ep., Moore Ep., Toynbee Ep., Monti Ep., Frugoni Ep., Villa Ep., Baglio Ep.), reasperent Giuliani Ep. (Pistelli Ep., Jacomuzzi Ep., Pastore Stocchi Ep.)

Voce corrispondente nelle opere volgari di Dante:
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Autore: Elena Vagnoni.
Data redazione: 23.05.2021.
Data ultima revisione: 03.01.2022.